Tra le tante riflessioni che si possono fare sul Festival di Sanremo ce ne sono anche alcune legate alla corruzione. Ne ha parlato un personaggio speciale.
Quando parla quest’uomo è impossibile pensare che non si smuova qualcosa, parliamo di Pierfrancesco Pingitore.

Per chi conosce la sua produzione è facile capire qual è l’associazione che lo lega al Festival della musica italiana. Non c’entra nulla con il Bagaglino, quanto con la sua interpretazione a livello filmico di numerosi messaggi. Oggi vogliamo parlarvi però di una pellicola in particolare che in molti hanno visto e alcuni magari non ricordano bene.
Si tratta di Gole Ruggenti, pellicola del 1992 con protagonisti Pippo Franco, Maurizio Mattioli e Martufello tra gli altri. Al centro di un festival di musica, che non viene dichiarato Sanremo ma che è di fatto quello, si viaggi all’interno di truffe, polemiche e situazioni da considerarsi inaccettabili.
Per questo è interessante sentire cosa pensa Pingitore di questo Festival e della possibilità di vedere numerosi personaggi confrontarsi sul palcoscenico del Teatro Ariston con diversi spunti interessanti.
Pingitore e la corruzione al Festival di Sanremo
Ai microfoni di YouMovies.it, Pierfrancesco Pingitore ha specificato senza giri di parole: “Non era ispirato a nessuno in particolare, ma un personaggio di mera fantasia. Era ispirato a tutto quello che si diceva intorno al Festival e che si dice anche attorno ad altre manifestazioni. Raccontava quanto di poco chiaro di fronte a certi eventi. Sanremo essendo la più grossa di tutte era percorsa da molte chiacchiere e mormorii”.

L’artista non capisce perché in questa settimana così particolare Mediaset non abbia ancora trasmesso Gole Ruggenti: “Non capisco perché Mediaset non abbia mandato il film in questi giorni. È una parodia del Festival di Sanremo che tocca molti punti tuttora attuali e molto vicini alla realtà in una chiave ironica e comica”.
Di sicuro non si poteva citare col suo nome effettivo il Festival: “Non abbiamo citato chiaramente il Festival perché non si poteva dire, si sarebbe andati incontro a problemi di natura legale. Dovevamo essere un pochino cauti. Ma è chiaro che sia una parodia del Festival. C’erano episodi che arieggiavano un po’ a quelli accaduti durante le conduzioni dei vari Festival. Non volevamo diffamarlo, era soltanto una parodia. Si diceva in forma comica e ironica una buona parte di verità”.
Vedremo se queste sue parole riceveranno anche una spinta magari da altri giornali e se parlerà qualcuno da Sanremo.